Tutto sul caffè decaffeinato: verità e falsi miti

Negli ultimi anni il consumo di caffè decaffeinato è notevolmente aumentato, in modo particolare grazie ad un numero sempre più vasto di persone che pur amando il gusto del caffè vogliono evitare le proprietà stimolanti tipiche della caffeina.

Spesso si è discusso se il decaffeinato, soggetto inevitabilmente a dei trattamenti che eliminano la caffeina dal chicco, possa arrecare danno alla salute dopo aver subito il trattamento.

E’ ora di sfatare questo mito. Vediamo quindi assieme le caratteristiche del caffè decaffeinato.

Origini

La decaffeinizzazione consiste nell’eliminazione della caffeina attraverso un processo chimico-fisico, industriale, di rimozione della caffeina dai chicchi di caffè.

Il caffè decaffeinato si diffonde agli inizi del Novecento quando il tedesco Ludwing Roselius ideò un metodo che fece scuola. Attraverso il vapore il caffè veniva reso più poroso. In seguito, un trattamento con solventi organici privava i grani dalla caffeina.

L’assunzione salutare di decaffeinato è stata messa in dubbio proprio a causa di questi metodi industriali impiegati per eliminare la sostanza stimolante. Nel corso del tempo però le tecniche e i procedimenti utilizzati si sono notevolmente evoluti e diversificati.

Caratteristiche

Il caffè decaffeinato per legge deve contenere meno dello 0,1% di caffeina, vale a dire circa 3 mg a tazzina, contro i 75 mg contenuti in un espresso della varietà Arabica (povera di caffeina per natura), i circa 100 mg forniti da una tazzina di miscela Robusta e i ben 150 mg di un caffè lungo in tazza.

Perché decaffeinizzare?

In generale come sappiamo la caffeina ha un impatto stimolante o eccitante.

Come tutti i principi attivi, anche la caffeina può provocare degli effetti collaterali, soprattutto per coloro che soffrono di insonnia, i cardiopatici, gli ipertesi e gli affetti da patologie dello stomaco.

Per allargare il consumo di caffè anche ai soggetti ipersensibili alla caffeina, pur mantenendone quasi inalterate le proprietà organolettiche e gustative, l’industria ha messo a punto il processo di decaffeinizzazione.

Si stima che il decaffeinato sia bevuto regolarmente dal 12% dei consumatori di caffè, mentre il 30% ne farebbe un uso saltuario.

Decaffeinizzazione: come avviene

Per produrre il decaffeinato ci sono diversi metodi, ma la tecnica più utilizzata oggi è quella dell’anidride carbonica. E’ un metodo particolare e complesso che necessita di impianti evoluti e livelli di pressione molto elevati. Il processo inizia con un trattamento a vapore dei chicchi, che raggiungono un tasso di umidità del 30-50%.

Successivamente, i grani vengono inseriti in un cilindro di estrazione, dove sono trattati con la CO2 in stato supercritico, condizione per la quale sono necessari specifici livelli di pressione e temperatura. L’anidride carbonica estrae la caffeina in modo selettivo, riuscendo a diffondersi come un gas e mantenendo le proprietà solventi dei liquidi.

La caffeina così ottenuta è purificata e impiegata nell’industria chimica, alimentare e farmaceutica. Il caffè decaffeinato, alla fine del trattamento, è essiccato. I vantaggi ottenuti sono molteplici, soprattutto perché non si impiegano solventi e gli aromi originari del caffè non subiscono danni rilevanti.

Il decaffeinato è qualitativamente inferiore?

Assolutamente no. In passato si tendeva a decaffeinare un caffè di qualità inferiore solamente perché i processi per farlo non erano ancora tecnologicamente avanzati e inoltre non c’era un alto consumo di decaffeinato. Si sceglieva quindi un caffè poco pregiato per ammortizzarne i costi.

Oggi grazie alla tecnologia avanzata la macinatura e la tostatura del decaffeinato sono di altissimo livello e permettono di ottenere un prodotto dello stesso standard qualitativo di quello di partenza.

Il decaffeinato è pericoloso per la salute?

Assolutamente no. I mezzi estraenti della caffeina per ottenere il caffè decaffeinato non costituiscono problemi per la salute del consumatore in quanto sono tutti testati a norma di legge dalle autorità sanitarie. Per questo va sottolineato che il caffè decaffeinato non fa male potendo contare oggi su metodi estrattivi innocui per l’organismo.